Nella nostra comunità-alloggio, in luglio, molti volti sono nuovi, voci nuove, esigenze e attese nuove… Sostenute dall’aiuto che ci viene dall’alto e dal “da mihi animas”, che subito si rende presente nel cuore, si ricomincia! L’interesse di aiutarli, prima che cominci la scuola, è massimo. Subito facciamo squadra compatta: educatori, ragazzi del servizio civile, tirocinanti, volontarie. Grazie a Sr. Nella che pone tutte le forze, disponibili in casa, a servizio dei ragazzi. Solamente così possiamo mandare a scuola – CPIA – ragazzi che in casa nostra hanno ricevuto una certa preparazione, con un apprendimento individualizzato.

Cerchiamo, subito, di comprendere il livello della cultura di base: se c’è, oppure è completamente mancante.

Infatti stiamo preparando alcuni ragazzi per l’iscrizione alla III Media. Con alcuni cominciamo dall’alfabeto, con altri ancora consolidiamo la lettura, componiamo frasi molto semplici, che possono utilizzare nel rapportarsi con gli altri e nella vita ordinari.

Concordiamo la scelta dei contenuti, le modalità e gareggiamo nell’offrire a ciascuno: interessamento, clima di serietà, di comprensione, benevolenza.

Il nostro lavoro quotidiano estivo nasce dal nostro interesse di mandarli a scuola capaci di seguire le insegnanti appena approdano, in settembre, al CPIA che apre loro i suoi battenti. Durante l’anno continuiamo a seguirli giornalmente facendo consolidamento e approfondimento dei contenuti appresi a scuola e li prepariamo a sostenere gli esami con esiti positivi.

I nostri ragazzi sanno ringraziare per quanto ricevono: percepiscono subito di essere benvoluti e seguiti uno per uno. Un ragazzo scrive su Facebook: “qui a Cammarata ho trovato la famiglia più bella d’Italia”. Aiutare i ragazzi a imparare una lingua per poter comunicare, inserirsi correttamente nel mondo del lavoro e nella società da buoni credenti e onesti cittadini è il nostro modo di fare apostolato.

E’ chiarificatore a riguardo un passo della strenna 2022 del Rettor Maggiore: “…tenendo conto che le nostre presenze salesiane sono nella maggior parte tra non cattolici, la spiritualità eucaristica diventa profetica: dall’interno del salesiano raggiunge… coloro a cui si è mandati, senza rinunciare all’annuncio esplicito, ma sapendo attendere i tempi lunghi di Dio”. Concludo con due aneddoti significativi e incoraggianti:

1) Un ragazzo prese dalla biblioteca, che si trova nei loro ambienti, il vangelo e lo lesse… A volte, parlando con me interveniva citando correttamente e ad hoc un passo del vangelo!

2) Un altro ragazzo, che aveva studiato dai salesiani in Gambia, mi suggerì: “Sr. Giuseppina, per don Bosco i ragazzi erano tutti diversi come le dita della mano: un dito è più pungo, uno più piccolo …. E tutti vanno trattati secondo le loro peculiarità! Quindi anche per il ragazzo che fa le bizze, non s’impegna e disturba non va zittito…”. Il ragazzo musulmano in una scuola salesiana aveva assimilato il Sistema Preventivo di don Bosco.

Cammarata, ottobre 2022

Sr. Giuseppina Brucculeri

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